La scorsa settimana abbiamo approfondito il tema dell’Ecobonus per condomìni, lasciando in sospeso un aspetto interessante, già in vigore da un paio d’anni, che ha visto di recente importanti ampliamenti da parte del legislatore.

Stiamo parlando della possibilità per il singolo condomino di cedere il credito pari alla detrazione che gli spetta, evitando quindi di saldare l’intero importo.

Facciamo un esempio ipotizzando lavori di ristrutturazione delle parti comuni di un condominio composto da 10 famiglie usufruendo dell’EcoBonus con il 75% di detrazioni fiscali.

L’importo totale dell’intervento è pari a 100.000 €.  

Ogni famiglia dovrà pagare una media di 10.000 €

Il 75% di questi verrannodetratti dalle tasse ai condomini in 10 anni.

 

Scegliendo invece di cedere il credito all’impresa esecutrice dei lavori,  ogni famiglia, a procedura conclusa, dovrà pagare solo 2.500 € anziché 10.000 €

Ma addentriamoci più in dettaglio nella normativa, prendendo come riferimento guida l’anno in cui le spese sono state sostenute.

spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, anche se riferite ad interventi iniziati negli anni precedenti: in questo caso la legge ha introdotto importanti novità, a partire dall’inserimento anche dei condòmini capienti tra chi può usufruire della cessione del credito. Andiamo con ordine.

  • un condomino incapiente (cioè per quelli che non possono usufruire della detrazione perché non pagano Irpef) può cedere il credito pari alla detrazione fiscale che gli spetta, quindi il 65%, il 70% o il 75% (per maggiori informazioni sugli scaglioni previsti rimandiamo all’articolo sull’Ecobonus condominiale), in favore di:

– impresa che ha realizzato i lavori;

– altri soggetti privati (es. cessione del credito padre/figlio; imprese diverse da quelle che hanno eseguito gli interventi; società; enti, Fondi assicurativi, etc);

– istituti di credito;

– intermediari finanziari.

 

  • un condomino capiente può cedere solamente il credito corrispondente alle detrazioni del 70% e del 75% (sono quindi escluse le detrazioni del 65%) in favore di:

– impresa che ha realizzato i lavori;

– altri soggetti privati (es. cessione del credito padre/figlio; imprese diverse da quelle che hanno eseguito gli interventi, società, enti, Fondi assicurativi etc).

E’ esclusa quindi la cessione del credito in favore di istituti di credito, intermediari finanziari ed amministrazioni pubbliche.

I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione, a partire dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo, a condizione che il condomino cedente abbia saldato la restante parte della quota che gli spetta.

 

Fatte queste necessarie distinzioni, ci chiediamo: cosa è necessario fare per usufruire della cessione del credito?

Se i dati della cessione non sono già stati indicati nella delibera condominiale che approva gli interventi, il condomino deve per prima cosa ottenere l’approvazione della possibilità di cedere il credito da parte al soggetto destinatario (es. l’impresa) e dopo comunicare all’amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, l’avvenuta cessione e la relativa accettazione da parte del soggetto beneficiario. Sarà compito poi dell’amministratore condominiale informarne l’Agenzia delle Entrate, fornendo la documentazione richiesta.

I condòmini che non hanno nominato un amministratore condominiale perché rientranti nella categoria dei cosiddetti “condomìni minimi”, possono invece cedere il credito incaricando un condomino di effettuare gli adempimenti con le stesse modalità previste per gli amministratori di condominio.

Per ogni ulteriore approfondimento rimandiamo al sito dell’agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it) o vi consigliamo di rivolgervi al vostro consulente fiscale di fiducia.

Come sempre i consulenti di Edil Group sono a vostra disposizione per tutte le informazioni utili e per simulare, anche per il vostro caso, la possibilità di ottenere l’ecobonus per i condomini. Basta scrivere a info@impresaedilgroup.com