La Finanziaria 2018, entrata in vigore lo scorso 1° gennaio, ha introdotto significative modifiche in merito alle agevolazioni fiscali nel mondo dell’edilizia.

Se nelle scorse settimane abbiamo approfondito il tema dell’ecobonus per i condomini, confermato fino al 2021, ovvero delle detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica su parti comuni di un edificio, oggi ci concentriamo invece sulle agevolazioni fiscali per gli interventi realizzati su singole unità immobiliari e su edifici (o su parti di essi) già esistenti, oggetto di modifica nella nuova Legge di Bilancio.

Ma vediamo di cosa si tratta e cosa è cambiato, rispondendo a quattro domande:

  1. Cos’è l’ecobonus e a quali interventi si riferisce?
  2. A quanto ammonta la detrazione fiscale?
  3. Le novità della Finanziaria: Fondo eco-prestito e cessione del credito
  4. Chi può beneficiarne?

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  1. Cos’è l’ecobonus e a quali interventi si riferisce

L’Ecobonus è l’agevolazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica, cioè che aumentano il livello di efficienza energetica di un immobile, eseguiti entro il 31 dicembre 2018. Consiste in detrazione, pari al 65% o al 50% a seconda dell’intervento realizzato, dall’Irpef (l’imposta pagata dalle persone) o dall’Ires (l’imposta pagata dalle imprese).  La detrazione fiscale è divisa in 10 rate annuali di pari importo.

Per poterne fruire è necessario che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di essi) già esistenti (di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale), esclusi quindi gli edifici di nuova costruzione.

Gli interventi previsti riguardano:

– la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento: cioè tutti quegli interventi che garantiscano il comfort termico (ad esempio il mantenimento nel periodo invernale della temperatura ambientale entro i 20 – 22 °C o un miglior comfort termico nel periodo estivo) e insieme riducano i consumi energetici;

– il miglioramento termico dell’edificio attraverso coibentazioni e interventi su pavimenti, finestre, infissi. L’isolamento termico gioca infatti un ruolo estremamente importante per la riduzione del fabbisogno energetico se si pensa che circa il 70% del caldo e del freddo passa attraverso i muri, i tetti ed i solai, mentre il restante 30% è dovuto alla cattiva tenuta di porte e finestre. Oggi è possibile garantire un buon livello di isolamento anche attraverso soluzioni economiche;

– l’installazione di pannelli solari termici, che producono cioè acqua calda, per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università (l’installazione di pannelli solari fotovoltaici, che producono cioè energia elettrica, non rientra quindi tra gli interventi di riduzione del consumo energetico, ma nei casi di ristrutturazione edilizia);

– la sostituzione integrale o parziale degli impianti di climatizzazione invernale già esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione;

– l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari indicate esplicitamente dal testo legislativo (se interessati consultare l’allegato M del d. l. n. 311/2006);

– l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;

l’acquisto, l’installazione e la messa in opera dei sistemi domotici per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative.

Chiarite dunque le diverse tipologie di interventi che danno diritto alla riduzione fiscale, approfondiamo adesso gli scaglioni previsti dalla legge.

  

  1. A quanto ammonta la detrazione fiscale?

La Finanziaria 2018 ha apportato alcune modifiche in merito alle agevolazioni previste, alcune delle quali scendono dal 65% al 50% rispetto lo scorso anno. Si tratta di quegli interventi relativi all’installazione di caldaie per i quali è stato introdotto l’ecobonus variabile in base alla classe energetica degli apparecchi installati.

Nello specifico la riduzione dell’importo detraibile dal 65 al 50% riguarda:

– l’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A.

Sono invece esclusi dalla legge gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A;

– l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Per tutti gli altri interventi è invece confermata la detrazione del 65% che, secondo la Finanziaria, è prevista anche per:

– le spese sostenute dal 1º gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 per l’acquisto e la posa in opera di microcogeneratori in sostituzione di impianti esistenti fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, a condizione che l’intervento porti a un risparmio di energia primaria pari al 20% (per maggiori dettagli rimandiamo all’allegato III del decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 agosto 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2011);

– gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013) e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti (appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02), o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

La Legge di bilancio riconferma i tetti massimi in rapporto agli interventi eseguiti, e cioè:

– per gli interventi di riqualificazione energetica il valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro;

– per gli interventi di miglioramento termico dell’edificio il tetto massimo è di 60.000 euro;

– per l’installazione di pannelli solari termici il valore massimo della detrazione fiscale è di 60.000 euro;

– per la sostituzione integrale o parziale degli impianti di climatizzazione invernale il valore massimo è di 30.000 euro;

– per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari indicate nell’allegato M del d. l. n. 311/2006 il valore massimo della detrazione è di 60.000 €;

– per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili il tetto massimo della detrazione è di 30.000 euro.

– per i dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti non è invece previsto un limite massimo.

Ovviamente quando si tratta di interventi di prosecuzione di lavori appartenenti alla stessa categoria effettuati in precedenza sullo stesso immobile, ai fini del computo del limite massimo della detrazione occorre tener conto anche delle detrazioni fruite negli anni precedenti.

 

  1. Le novità della Finanziaria 2018: Fondo speciale e cessione del credito

Due importanti novità relative agli interventi di riqualificazione energetica su singole unità immobiliari sono state introdotte dalla Finanziaria 2018, ovvero:

– l’istituzione di un Fondo eco-prestito che garantirà i mutui sottoscritti per intraprendere interventi di miglioramento della prestazione energetica degli immobili. Il Fondo è una sezione “speciale” del già esistente Fondo nazionale per l’efficienza energetica, istituito dal D.lgs. 102/2014, e avrà una dotazione di 150 milioni di euro.

– l’estensione della cessione del credito anche per gli interventi sulle singole unità immobiliari, finora consentita solo per gli interventi sulle parti comuni degli edifici.

 

  1. Chi può beneficiarne?

Possono usufruire della detrazione fiscale tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

In particolare:

– le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;

– i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali), ma solo con riferimento agli immobili da essi utilizzati nell’esercizio della loro attività imprenditoriale;

– le associazioni tra professionisti;

– gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Per le informazioni più dettagliate, ti rimandiamo al sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.gov.it o puoi consultarci per una consulenza anche tramite email a info@impresaedilgroup.com