Confermata dalla nuova Legge Finanziaria, con qualche novità davvero interessante, la possibilità di ristrutturare la propria casa con interventi di natura antisismica, detraendone contemporaneamente le spese. L’incentivo si chiama Sismabonus e rientra tra quelle misure previste per favorire le ristrutturazioni edilizie, godendo di vantaggi fiscali (Se vuoi scoprire le altre misure, leggi i nostri articoli)

La materia è stata oggetto di intervento nell’ultima Legge di Bilancio che se da un lato ne ha confermato la validità, dall’altro si è spinta oltre, offrendo ulteriori vantaggi sia nel caso gli interventi siano eseguiti in una singola unità immobiliare sia nel caso in cui interessino un condominio.

– Curiosi di scoprire di cosa si tratta? J

Il Sismabonus è una detrazione fiscale dell’Irpef o dell’Ires per gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici situati nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 (dove 3 è la zona a più alto rischio), effettuati entro il 31 dicembre 2021.
La detrazione sarà ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

(Se vuoi conoscere a quale zona appartiene il tuo Comune: www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/classificazione.wp)

Veniamo adesso alla questione che interessa maggiormente tutti:

– Quanto si può detrarre? –

Secondo le Linee guida per la classificazione sismica degli edifici (DM 28 febbraio 2017) ad ogni immobile è attribuita una classe di rischio che può andare da A+ (la migliore) a G (la peggiore). Sulla base degli effetti che l’intervento antisismico avrà sulla classe di rischio dell’edificio, si potrà determinare l’ammontare della detrazione. Ci spieghiamo meglio.

In caso di interventi eseguiti su singole unità immobiliari, la legge prevede tre scaglioni differenti:

50% di detrazione (il cosidetto Bonus Terremoto) nel caso di interventi che non comportino una variazione della classe di rischio, cioè quel lavoro che mette in sicurezza l’immobile, senza però comportare un miglioramento della sua classe di rischio;

70% di detrazione nel caso in cui l’intervento effettuato comporti il passaggio ad una classe di rischio inferiore (ad es. da classe di rischio D a classe di rischio C);

80% di detrazione nel caso in cui l’intervento effettuato comporti l’avanzamento di ben due classi di rischio (ad es. da classe di rischio D a classe di rischio B).

Per lavori eseguiti invece sulle parti comuni condominiali gli scaglioni previsti sono:

75% di detrazione nel caso in cui l’intervento effettuato comporti il passaggio ad una classe di rischio inferiore;

85% di detrazione nel caso in cui l’intervento effettuato comporti l’avanzamento di ben due classi di rischio.

Il tetto massimo di spesa è pari a 96mila euro per unità immobiliare che quindi, nel caso di intervento condominiale, va moltiplicato per il numero di unità immobiliari di cui è composto l’edificio.

Oltre ai lavori, nelle spese che si possono detrarre vanno considerate anche quelle per la classificazione e la verifica sismica degli immobili, la progettazione degli interventi, le perizie e i costi delle pratiche.

– Chi può usufruire del Sismabonus? –

La detrazione fiscale spetta a tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato italiano, che siano proprietari dell’immobile oppure che siano titolari di diritti reali/personali di godimento sull’immobile e che ne sostengono le relative spese di ristrutturazione. Anche i familiari della persona avente diritto rientrano nei beneficiari purché dimostrino di aver sostenuto le spese che si intendono detrarre;

Una novità riguarda la possibilità di applicare la detrazione anche al partner di un’unione civile o un convivente del proprietario dell’immobile.

Gli interventi nello specifico possono interessare i seguenti immobili:

– l’abitazione che sia prima e seconda casa;

– l’immobile adibito ad attività produttiva, quindi anche capannoni e imprese;

– gli edifici di edilizia popolare;

– le parti comuni dei condomini.

 

– Novità 2018: Ecobonus + Sismabonus per i condomini –

Interessante novità introdotta dalla Finanziaria 2018 è la possibilità per i condomìni ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 di usufruire di un bonus unico che consente di unificare l’Ecobonus e il Sismabonus, per avere un unico cantiere condominiale.

Queste le detrazioni previste:

80% di detrazione se vi è il passaggio ad una classe inferiore di rischio;

85% di detrazione se il passaggio è a 2 classi inferiori.

La detrazione sarà in questo caso ripartita in dieci quote annuali su un ammontare delle spese non superiore a 136mila euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

 

– Sfrutta il vantaggio della cessione del credito –

Nel caso di interventi effettuati su parti comuni condominiali, lo Stato dà la possibilità ai contribuenti di cedere il credito pari alla detrazione che spetterebbe loro a soggetti terzi, che possono essere l’impresa esecutrice dei lavori o  “soggetti privati”, esclusi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.

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